storia di matteo.. by alessandra

Ciao a tutti,
Mi chiamo Matteo, ho 24 anni e convivo con la consapevolezza di essere affetto dal morbo di Behçet da qualche mese. Ho deciso di raccontarvi la mia storia perché credo che possa essere confortante per quanti si chiedano se con questa malattia sia ugualmente possibile condurre una vita normale e soddisfacente. Inoltre, oltre a vivere l’esperienza dell’essere paziente, sono anche uno studente di Medicina al quinto anno, e quindi posso dire di vedere queste problematiche anche dall’altra parte della scrivania, attraverso gli occhi del medico, così diversi da quelli del paziente.
La mia non è una storia particolarmente drammatica, forse simile a quella di tante altre persone. Fin da piccolo ho sofferto periodicamente di afte orali, molto dolorose e spesso molto grandi, multiple. Oltre a questo, una strana follicolite agli arti inferiori mi aveva sempre accompagnato, senza che nessuno si desse troppo pensiero per queste cose (che, d’altra parte, sono molto frequenti). I miei problemi sono iniziati qualche anno fa, quando ho cominciato a sperimentare disturbi intestinali molto invalidanti, che hanno portato ad eseguire numerose indagini (tra cui tre endoscopie!), nel sospetto della malattia celiaca o di malattie infiammatorie croniche intestinali: i risultati erano sempre parziali, non totalmente convincenti… Qualcosa stava accadendo nel mio intestino, ma nessuno sapeva dirmi esattamente cosa. Oltre a questo, col passare del tempo si erano aggiunti dolori articolari, muscolari, febbricola serale che non si riusciva a spiegare in nessun modo, grande senso di spossatezza. Ovviamente, eventuali cause psicologiche dei miei problemi erano state ampiamente prese in considerazione, come spesso accade in questi casi – e d’altronde sappiamo bene quanto la psiche possa incidere sui nostri disturbi fisici!
Passano così circa 3 anni. Un giorno, però, un particolare desta la mia attenzione: oltre alle afte orali, che ormai erano stabili nella mia bocca da circa 6 mesi (mai un giorno senza, e nei punti più strani!), noto una lesioncina molto simile a quelle afte anche sui genitali. A quel punto, mi ricordo di quella strana malattia studiata per l’esame di reumatologia, e dentro di me capisco che molto probabilmente è proprio quello il problema. Così, vengo dapprima visitato dalla Prof.ssa Difonzo (dermatologa e docente), che richiede subito la tipizzazione HLA, nel forte sospetto del Behçet. Qualche settimana dopo arriva la risposta: ho il B51, e vengo subito inviato dal Dr. Emmi, che conferma la diagnosi e mi fa iniziare la terapia, dopo tutti gli accertamenti del caso (che fortunatamente non evidenziano alcun interessamento del sistema nervoso e dei vasi retinici).
I miei problemi non sono mai stati molto invalidanti: conduco una vita normale, studio (tanto), faccio sport a buoni livelli e mi sento in tutto e per tutto una persona normale e piena di vita. Certo, la consapevolezza di essere “malati” nel senso biologico del termine è diventata una mia compagna di cammino, ma spero di riuscire a metabolizzare questo elemento e di riuscire a rapportarmi con la mia malattia nel modo più sereno possibile: purtroppo, anch’essa fa parte di noi, dobbiamo imparare a rispettare noi stessi e a prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente, due regole importantissime per minimizzare il rischio di ricadute. Non tutto è stato semplice, però: qualche settimana fa ho sperimentato una brutta ricaduta con problemi articolari, muscolari e febbre. E’ stato il mio primo vero brutto episodio con questa malattia, ma sono contento di poter dire che lo sto superando brillantemente e che mi impegnerò per far sì che questo sia solo un altro stimolo in più a vivere la vita nella sua pienezza.